"Non ha senso, non ha senso. - gridava lei istericamente.

Nei suoi occhi il terrore dell'abbandono, l'ipotesi allarmante che io potessi un giorno smettere di occuparmi di lei. Mi conobbe durante il morto fluire singhiozzante della mia sopravvivenza. Una carriera da stimato ingegnere, una casa, una macchina, a tutto ciò lei credeva ciecamente.

Ma un giorno nella mia testa...come lo scatto improvviso di una macchina fotografica mi sorprese a tradimento...una tremenda insoddisfazione mista al sospetto che lei stesse confondendo tutto quanto era mio con ciò che ero io. Un io lacerato dallo scatto di una macchina fotografica inesistente ma meravigliosamente potente, l'intuizione, mi spinse dentro un negozio per comprarne una vera...la mia prima macchina fotografica.

Che amore è mai quello per i paesaggi...evocatori di anime, di pezzi di sogni, di dettagli piccanti che non riesco mai a notare se non dopo averli catturati con il mio nuovo occhio meccanico? E tu donna, che ti trascini al mio fianco rassegnata di fronte a questa mia nuova passione per l'inerte, quei paesaggi che attraversiamo senza sosta, apparentemente così calpestabili e remissivi, non ti meravigli anche tu nel riscoprirli tanto diversi, quasi ribelli, nelle fotografie che ogni giorno scattiamo?

Non c'è occhio umano in grado di accedere all'anima di un luogo...e la nostra presunzione folle si appaga solo di una misera approssimazione."